Google Search Console: la guida per chi ha un sito aziendale e non fa il SEO di mestiere

È gratuito, è l'unico posto dove Google ti dice cosa pensa del tuo sito, e quasi nessuno lo apre. Bastano quattro rapporti per capire cosa non va e quali contenuti scrivere.

Cristian Laporta29 agosto 202610 min di letturaSiti web

Grafici e statistiche di un sito su uno schermo

Google Search Console è lo strumento gratuito con cui Google ti dice per quali ricerche il tuo sito compare, quante volte, quante persone cliccano e quali pagine ha problemi a leggere. Per un'azienda bastano quattro rapporti: Prestazioni, Indicizzazione delle pagine, Segnali web essenziali e Usabilità. Si collega in dieci minuti.

Le statistiche di visita ti dicono cosa fanno le persone dopo che sono arrivate. Search Console ti dice cosa succede prima: per quali ricerche compari, in che posizione, quante volte ti vedono e quante volte ti scelgono. È l'unico punto in cui Google parla direttamente con te, ed è gratis.

Collegarlo: dieci minuti, una volta sola

  1. Vai su Search Console e aggiungi una proprietà. Scegli Dominio se puoi modificare i record DNS: copre tutte le versioni del sito in un colpo solo.
  2. In alternativa scegli Prefisso URL e verifica caricando un file o inserendo un tag nella pagina. Più semplice, ma copre solo quella versione esatta dell'indirizzo.
  3. A verifica avvenuta, invia la mappa del sito (di solito /sitemap.xml) dal menu Sitemap.
  4. Collega la proprietà alle statistiche di visita, se le usi: i due strumenti insieme dicono molto più che separati.
  5. Aspetta. I primi dati compaiono in due o tre giorni, il quadro completo dopo due settimane.

Dà accesso in lettura, non controllo. Aggiungere Search Console non cambia niente sul sito e non dà a nessuno il potere di modificarlo. Se un fornitore ti chiede l'accesso, concederlo è normale — ma la proprietà deve restare intestata a un indirizzo email tuo, non suo.

Rapporto 1: Prestazioni (quello che vale il 70%)

Mostra quattro numeri: clic, impressioni, percentuale di clic e posizione media. Il modo utile di leggerlo non è guardare il totale, è ordinare per Query e cercare due situazioni.

Le query con molte impressioni e pochi clic

Comparivi, ti hanno visto, non ti hanno scelto. Nella maggior parte dei casi significa una di tre cose: sei in fondo alla prima pagina, il titolo che appare nei risultati non risponde alla domanda, oppure la pagina che Google mostra non è quella giusta. Tutte e tre sono risolvibili senza scrivere nulla di nuovo.

Le query con impressioni e zero clic

Sono la miniera. Vuol dire che Google ritiene il tuo sito abbastanza pertinente da mostrarlo per quella ricerca, ma tu non hai una pagina che risponda. Ogni riga di quell'elenco è un contenuto che vale la pena scrivere, con la certezza — non l'ipotesi — che qualcuno lo sta cercando.

Un esempio concreto. Su questo sito, prima di scrivere le guide, comparivano decine di impressioni e zero clic per «gestionale su misura», «preventivo sito web cosa controllare», «assistente virtuale aziendale». Non erano ipotesi di marketing: erano domande che le persone stavano già facendo e a cui non rispondevamo. Le guide che stai leggendo nascono da lì.

Rapporto 2: Indicizzazione delle pagine

Dice quante pagine Google ha in archivio e, soprattutto, quante ne ha escluse e perché. Le voci che meritano un controllo:

MessaggioCosa significaCosa fare
Bloccata dal file robots.txtHai vietato la scansioneSe non era voluto, è un'emergenza: correggi subito
Esclusa con tag noindexLa pagina dice a Google di non indicizzarlaVerifica che sia intenzionale
Scansionata, attualmente non indicizzataGoogle l'ha vista e non l'ha ritenuta utileIl contenuto è troppo sottile o duplicato
Rilevata, attualmente non indicizzataIn coda, non ancora scansionataSpesso basta aspettare; se dura, migliora i collegamenti interni
Pagina alternativa con tag canonicalConsiderata duplicato di un'altraNormale se voluto, da controllare se no
Errore soft 404Pagina che risponde ok ma sembra vuotaContenuto insufficiente o pagina di errore mascherata

Rapporto 3: Segnali web essenziali

Misura l'esperienza reale dei visitatori, non un test di laboratorio: quanto ci mette a comparire il contenuto principale, quanto è pronta la pagina a rispondere ai comandi, quanto si sposta il layout mentre carica. I dati arrivano dai browser veri, quindi servono alcune settimane di traffico per popolarsi. Guarda soprattutto la colonna Mobile: è quella con cui Google valuta.

Rapporto 4: Usabilità e miglioramenti

Qui compaiono i dati strutturati riconosciuti (domande frequenti, articoli, prodotti, scheda azienda) e gli eventuali errori. Sono i marcatori che possono far comparire elementi in più nel risultato di ricerca. Un errore qui non danneggia il posizionamento, ma fa perdere spazio visivo — e lo spazio visivo nei risultati è metà del gioco.

La routine, in dieci minuti al mese

  1. Prestazioni, ultimi 3 mesi contro i 3 precedenti. Clic in crescita, stabili o in calo?
  2. Ordina per impressioni e leggi le prime trenta query: ce ne sono con zero clic? Sono i prossimi contenuti da scrivere.
  3. Indicizzazione: il numero di pagine indicizzate è cresciuto o crollato? Un crollo improvviso è sempre un problema tecnico.
  4. Guarda le pagine migliori: quali portano più clic? Sono quelle da aggiornare e da cui collegare le altre.
  5. Controlla i messaggi. Google avvisa lì quando c'è qualcosa che non va, e quasi nessuno li legge.

Tre errori che vediamo spesso

  • Guardare solo il totale dei clic. Il totale nasconde tutto: la crescita di una pagina compensa il crollo di un'altra e non te ne accorgi.
  • Confrontare con il mese precedente. La stagionalità inganna: confronta sempre con lo stesso periodo dell'anno prima.
  • Fermarsi alla posizione media. È una media fra ricerche diversissime: non dice quasi niente. Le singole query sì.

Domande frequenti

Google Search Console è gratuito?

Sì, completamente, e non ha versioni a pagamento. Serve solo un account Google e la possibilità di dimostrare che il sito è tuo, caricando un file, inserendo un tag nella pagina o aggiungendo un record DNS.

Che differenza c'è fra Search Console e le statistiche di visita?

Le statistiche di visita raccontano cosa fanno le persone dopo che sono arrivate sul sito. Search Console racconta cosa succede prima: per quali ricerche compari, quante volte ti vedono, quante volte ti scelgono e quali pagine Google fatica a leggere. Sono complementari, non alternative.

Cosa vuol dire avere impressioni ma zero clic?

Che Google mostra il tuo sito per quella ricerca ma nessuno lo apre. Di solito significa che non hai una pagina che risponda davvero a quella domanda, o che compari in una posizione troppo bassa. È il segnale più utile che offre lo strumento: indica una domanda reale a cui non stai rispondendo.

Ogni quanto vanno guardati i dati?

Una volta al mese è sufficiente per un sito aziendale, dieci minuti. Vale la pena guardare più spesso solo dopo un cambiamento importante — un sito rifatto, una migrazione, un calo improvviso — quando serve accorgersi in fretta di un problema.

Devo dare l'accesso alla mia agenzia?

È normale e utile, perché senza quei dati chi lavora sul sito procede alla cieca. L'importante è che la proprietà resti verificata a un tuo indirizzo email e che tu conceda un accesso aggiuntivo, invece di farla creare direttamente a loro nome.

Dopo quanto tempo compaiono i dati?

I primi numeri in due o tre giorni, un quadro affidabile dopo due settimane. I Segnali web essenziali richiedono più tempo perché si basano sulle visite reali: su un sito con poco traffico possono servire settimane prima che ci siano dati sufficienti.

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