GEO: come si finisce citati da ChatGPT e dalle risposte AI di Google

Le risposte generate compaiono ormai su una fetta enorme delle ricerche, e chi ci finisce dentro riceve la domanda già risolta. Non è magia: sono scelte di struttura che si possono fare oggi.

Cristian Laporta24 agosto 202611 min di letturaCrescita online

Persona che consulta informazioni su uno schermo

GEO significa scrivere in modo che un sistema di intelligenza artificiale possa prendere un pezzo del tuo testo e citarlo. In pratica: una risposta diretta nelle prime 40-60 parole, un dato verificabile ogni 150-200 parole, titoli formulati come domande, dati strutturati corretti e un sito che i crawler delle AI possano leggere. Le AI Overviews compaiono ormai nel 30-40% delle ricerche.

Sta succedendo una cosa semplice e scomoda: sempre più persone fanno una domanda e ricevono una risposta, invece di un elenco di link. Se la risposta cita te, hai vinto il contatto senza che nessuno abbia cliccato dieci risultati. Se non ti cita, sei fuori dalla conversazione anche se sei primo su Google.

Cosa cambia rispetto alla SEO che conosci

SEO classicaGEO
ObiettivoPosizionarsi in un elenco di linkEssere citati dentro una risposta
Unità che contaLa paginaIl singolo passaggio di testo
Cosa premiaAutorevolezza del dominio, collegamenti, pertinenzaChiarezza, verificabilità, struttura
Come si misuraPosizione e clicMenzioni nelle risposte, molto più difficili da contare
Chi decideUn algoritmo di ordinamentoUn modello che sceglie cosa citare

La buona notizia è che non sono in conflitto: quasi tutto ciò che serve per il GEO serve anche alla SEO tradizionale. La differenza è di enfasi — dalla parola chiave al passaggio citabile.

Le sei cose che si fanno in pratica

1. La risposta diretta in apertura

Ogni pagina che risponde a una domanda deve rispondere nelle prime 40-60 parole, in modo autoconclusivo, prima di qualsiasi introduzione. Un modello che cerca da citare prende quel blocco. Un lettore di fretta pure: è uno di quei rari casi in cui l'ottimizzazione coincide con la cortesia.

2. Un dato verificabile ogni 150-200 parole

Numeri, fasce di prezzo, tempi, percentuali. Il testo tutto aggettivi («soluzioni innovative e su misura») non è citabile: non contiene niente. Il testo che dice «fra 5.000 e 12.000 € per un processo delimitato, 8-10 settimane» sì.

3. Titoli formulati come domande

«Quanto costa un gestionale su misura» funziona meglio di «I nostri prezzi». Il titolo diventa l'aggancio fra la domanda dell'utente e il tuo paragrafo, in entrambi i mondi.

4. Dati strutturati corretti

Article, FAQPage, Organization, BreadcrumbList, LocalBusiness. Non sono un trucco: dichiarano in modo leggibile chi sei, cosa è quella pagina e quali domande copre. Vanno validati, perché uno schema con errori vale zero.

5. Rendersi leggibili ai crawler delle AI

I sistemi di intelligenza artificiale hanno indicizzatori propri (GPTBot, PerplexityBot, ClaudeBot, Google-Extended fra gli altri). Se il tuo robots.txt li blocca, hai deciso di non comparire. È una scelta legittima — c'è chi non vuole che i propri contenuti alimentino le risposte — ma va fatta consapevolmente, non per copia-incolla di un file trovato online.

6. Contenuto leggibile senza JavaScript

Molti indicizzatori delle AI non eseguono JavaScript come fa Google. Se il tuo testo compare solo dopo che uno script lo ha caricato, per loro la pagina è vuota. È il motivo tecnico più frequente per cui un sito curato non viene mai citato.

Un dettaglio che vale la pena sapere. Le analisi del 2026 mostrano che i modelli attingono molto da fonti riassuntive e comunitarie (enciclopedie, forum, video). Per un'azienda questo significa due cose: primo, esistere anche fuori dal proprio sito conta; secondo, sul proprio sito bisogna essere la fonte più chiara su un tema specifico, non la più generica su tutti.

Cosa non funziona

  • Ripetere la parola chiave. Non è mai stato utile e ora è controproducente: rende il testo meno citabile.
  • Il file llms.txt. È una proposta interessante, ma Google ha dichiarato di non usarlo e l'adozione reale è marginale. Metterlo non fa male; contarci sì.
  • Pubblicare tanto e in fretta. Le risposte generate citano le fonti che sembrano affidabili, e la produzione di massa è esattamente il segnale opposto.
  • Scrivere per il modello e non per le persone. Un testo costruito per essere citato ma inutile da leggere fallisce entrambi gli obiettivi.

Come si misura, visto che è difficile

Non esiste ancora uno strumento affidabile come Search Console per le citazioni AI. Quello che si può fare oggi:

  1. Fai le domande a mano, ogni mese. Dieci domande fisse, sempre le stesse, annotando chi viene citato. È rudimentale ma funziona.
  2. Guarda i riferimenti nei registri del server. Le visite provenienti da ChatGPT e Perplexity si vedono, e stanno crescendo.
  3. Osserva le query informative in Search Console. Se le impressioni salgono e i clic no, è probabile che la risposta la stia dando l'AI: significa che ti stai posizionando ma non ti stanno citando.
  4. Chiedilo ai clienti. «Come ci ha trovati?» sta iniziando a produrre risposte del tipo «me l'ha detto ChatGPT».

Da dove partire, se hai poco tempo

Nell'ordine, e senza rifare niente:

  1. Aggiungi una risposta diretta di 40-60 parole in apertura delle cinque pagine più importanti.
  2. Riformula i titoli delle sezioni come domande vere.
  3. Metti almeno una tabella o un dato numerico verificabile in ogni pagina di servizio.
  4. Controlla che robots.txt non blocchi gli indicizzatori delle AI, se vuoi comparire.
  5. Verifica che il testo sia nell'HTML e non caricato da uno script.

Domande frequenti

Cos'è la GEO (Generative Engine Optimization)?

È l'insieme delle scelte che rendono un contenuto adatto a essere citato dentro le risposte generate da sistemi come ChatGPT, Perplexity e le AI Overviews di Google. A differenza della SEO classica, che punta a una posizione in un elenco di link, la GEO punta alla frequenza con cui vieni citato come fonte.

La GEO sostituisce la SEO?

No, si sovrappone. Quasi tutto ciò che serve per essere citati serve anche a posizionarsi: struttura chiara, dati strutturati corretti, velocità, contenuti utili. Cambia l'enfasi: dalla parola chiave al singolo passaggio di testo che può essere estratto e citato.

Come faccio a farmi citare da ChatGPT?

Rispondendo alla domanda nelle prime 40-60 parole della pagina, inserendo dati verificabili ogni 150-200 parole, formulando i titoli come domande, dichiarando dati strutturati corretti e assicurandoti che il testo sia nell'HTML e non caricato da uno script. E non bloccando gli indicizzatori delle AI nel robots.txt.

Serve il file llms.txt?

È una proposta interessante ma oggi marginale: Google ha dichiarato di non usarlo e l'adozione è limitata. Metterlo non fa danno, ma non è la leva che cambia i risultati. Le cose che contano davvero sono la struttura del contenuto e l'accessibilità ai crawler.

Come si misura se le AI mi citano?

Non esiste ancora uno strumento affidabile come Search Console. Nella pratica si fanno a mano ogni mese dieci domande fisse a ChatGPT, Perplexity e Google, annotando chi viene citato; si guardano le visite provenienti da quei domini nei registri del server; e si osservano le query con impressioni in crescita ma clic fermi.

Devo bloccare i crawler delle AI nel robots.txt?

È una scelta tua e va fatta consapevolmente. Bloccarli significa non comparire nelle risposte generate: ha senso se non vuoi che i tuoi contenuti alimentino quei sistemi, non ha senso se il tuo obiettivo è farti trovare. Il problema è farlo per errore, copiando un robots.txt trovato online.

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